NORME REGOLANTI L’ATTIVIÀ DEL CTU

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IL CTU E IL CTP: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

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Il CTU – Consulente Tecnico d’Ufficio – è la figura professionale, di particolarecompetenza tecnica, al quale si affida il Giudice durante il processo civile.Nel processo penale, tale professionista assume il nome di Perito d’Ufficio.Le figure del CTU e del Perito d’ufficio sono individuate e regolate dalle seguentinorme istituzionali: 


PROCEDIMENTO CIVILE 


codice di procedura civileArt. 61. Consulente tecnico.


1. Quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento disingoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolarecompetenza tecnica. 

2. La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le personeiscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione al presentecodice.


Norme di attuazioni

Art. 13. Albo dei consulenti tecnici. 


1. Presso ogni tribunale è istituito un albo dei consulenti tecnici [61 ss. c.p.c.].

2. L'albo è diviso in categorie. 

3. Debbono essere sempre comprese nell'albo le categorie: 

1) medicochirurgica; 2) industriale; 3) commerciale; 4) agricola; 5) bancaria; 6) assicurativa 


Art. 14. Formazione dell'albo.

1. L'albo è tenuto dal Presidente del Tribunale ed è formato da un comitato dalui presieduto e composto dal procuratore della Repubblica e da unprofessionista, iscritto nell'albo professionale, designato dal consiglio dell'ordine odal collegio della categoria a cui appartiene il richiedente la iscrizione nell'albodei consulenti tecnici.

2. Il consiglio predetto ha facoltà di designare, quando lo ritenga opportuno, unprofessionista iscritto nell'albo di altro ordine o collegio, previa comunicazione alconsiglio che tiene l'albo a cui appartiene il professionista stesso. 

3. Quando trattasi di domande presentate da periti estimatori, la designazione èfatta dalla Camera di Commercio, industria e agricoltura. 

4. Le funzioni di segretario del comitato sono esercitate dal cancelliere deltribunale [58 c.p.c.; 15 comma 3, 18, 19 comma 2] 


Art. 15. Iscrizione nell'albo.

1. Possono ottenere l'iscrizione nell'albo coloro che sono forniti di specialecompetenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale (epolitica) specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali. 

2. Nessuno può essere iscritto in più di un albo. 

3. Sulle domande di iscrizione decide il comitato indicato nell'articoloprecedente.(1) Contro il provvedimento del comitato è ammesso reclamo, entro quindicigiorni dalla notificazione, al comitato previsto nell'art. 5 [18, 21 comma 3] 


Art. 16. Domande d'iscrizione.

1. Coloro che aspirano alla iscrizione nell'albo debbono farne domanda alpresidente del tribunale. 

2. La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:a) estratto dell'atto di nascita;b) certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre mesidalla presentazione;c) certificato di residenza nella circoscrizione del tribunale;d) certificato di iscrizione all'associazione professionale;e) i titoli e i documenti che l'aspirante crede di esibire per dimostrare la suaspeciale capacità tecnica. 


Art. 17. Informazioni.A cura del Presidente del tribunale debbono essere assunte presso le autorità(politiche e) di polizia specifiche informazioni sulla condotta pubblica e privatadell'aspirante.


Art. 18. Revisione dell'albo.L'albo è permanente. Ogni quattro anni il comitato di cui all'articolo 14 deveprovvedere alla revisione dell'albo per eliminare i consulenti per i quali èvenuto meno alcuno dei requisiti previsti nell'articolo 15 o è sorto unimpedimento a esercitare l'ufficio. 


Art. 19. Disciplina. 

1. La vigilanza sui consulenti tecnici è esercitata dal Presidente del tribunale,il quale, d'ufficio o su istanza del procuratore della Repubblica o delpresidente dell'associazione professionale, può promuovere procedimentodisciplinare [21] contro i consulenti che non hanno tenuto una condotta morale(e politica) specchiata o non hanno ottemperato agli obblighi derivanti dagliincarichi ricevuti. 

2. Per il giudizio disciplinare è competente il comitato indicato nell'articolo 14.Art. 20. Sanzioni disciplinari.Ai consulenti che non hanno osservato i doveri indicati nell'articolo precedentepossono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari: 1) l'avvertimento; 2) la sospensione dall'albo per un tempo non superiore ad un anno; 3) la cancellazione dall'albo. 


Art. 21. Procedimento disciplinare.

1. Prima di promuovere il procedimento disciplinare, il presidente deltribunale contesta l'addebito al consulente e ne raccoglie la risposta scritta.

2. Il presidente, se dopo la contestazione ritiene di dovere continuare ilprocedimento, fa invitare il consulente, con biglietto di cancelleria, davanti alcomitato disciplinare. 

3. Il comitato decide sentito il consulente. 

4. Contro il provvedimento è ammesso reclamo a norma dell'articolo 15 ultimocomma. 


Art. 22. Distribuzione degli incarichi. 

1. Tutti i giudici che hanno sede nella circoscrizione del tribunale debbonoaffidare normalmente le funzioni di consulente tecnico agli iscritti nell'albo deltribunale medesimo 

2. Il giudice istruttore che conferisce un incarico a un consulente iscritto inalbo di altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, deve sentire ilpresidente e indicare nel provvedimento i motivi della scelta. 

3. Le funzioni di consulente presso la Corte d'appello sono normalmente affidateagli iscritti negli albi dei tribunali del distretto. Se l'incarico è conferito ad iscritti inaltri albi o a persone non iscritte in alcun albo, deve essere sentito il primopresidente e debbono essere indicati nel provvedimento i motivi della scelta. 


Art. 23. Vigilanza sulla distribuzione degli incarichi. 

1. Il presidente del tribunale vigila affinché, senza danno per l'amministrazionedella giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nell'albo. 

2. Per l'attuazione di tale vigilanza il presidente fa tenere dal cancelliere unregistro in cui debbono essere annotati tutti gli incarichi che i consulenti iscrittiricevono e i compensi liquidati da ciascun giudice. 

3. Questi deve dare notizia degli incarichi dati e dei compensi liquidati alpresidente del tribunale presso il quale il consulente è iscritto. 

4. Il primo presidente della Corte d'appello esercita la vigilanza prevista nelprimo comma per gli incarichi che vengono affidati dalla Corte.